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Luce e gradazioni di colore

progettazione luce e gradazioni colore
Per descrivere le proprietà cromatiche di una sorgente luminosa sono di solito utilizzati due sistemi di misura: la "temperatura di colore", che indica l'apparenza cromatica della luce stessa e l 'indice di resa cromatica" (Ra) che suggerisce come un oggetto illuminato da quella luce apparirà in relazione al modo in cui appare alla luce della sorgente luminosa di riferimento. Entrambe le caratteristiche possono essere estremamente utili nella valutazione e prescrizione di sorgenti luminose, ma è importante capirne anche i limiti.
Temperatura di colore e l'apparenza della luce:
La temperatura di colore di una sorgente luminosa è una misura numerica della sua apparenza cromatica. Si basa sul principio che qualunque oggetto, se riscaldato ad una temperatura sufficientemente elevata, emette luce e il colore di quella luce varierà in modo prevedibile man mano che la temperatura aumenta. Il sistema si basa sui mutamenti di colore di un "corpo nero radiante" teorico, riscaldato e portato da una condizione dì nero freddo a quella di bianco incandescente. Man mano che aumenta la temperatura, il corpo nero passa gradualmente dal rosso all'arancio, al giallo, al bianco e finalmente al bianco azzurrognolo. La temperatura di colore dì una sorgente luminosa è appunto la temperatura, espressa in gradi kelvin (K), alla quale il colore del corpo nero corrisponderà esattamente a quello della sorgente luminosa. Per molte sorgenti luminose non è possibile ottenere una corrispondenza perfetta. In tali casi, si fa riferimento alta corrispondenza più vicina possibile e il colore viene descritto come temperatura di colore correlata. Ad esempio, un tubo fluorescente con una temperatura di colore di 4000 K ha un'apparenza cromatica simile a quella di un corpo nero scaldato a 4000 K (3727° C).
Caldo e freddo psicologia della luce:
Alcuni restano confusi dal fatto che le sorgenti luminose con temperature di colore basse sono chiamate "calde", mentre quelle con temperature più elevate sono chiamate "fredde". In effetti queste descrizioni non hanno niente a che fare con la temperatura del corpo nero radiante, ma si riferiscono al modo in cui vengono percepiti i gruppi di colore, ovvero l'impatto psicologico dell'illuminazione. I colori e le sorgenti luminose nella zona blu dello spettro sono indicati come freddi e quelli verso la zona rossa/arancio/gialla sono invece descritti come caldi.
Colore e luce:
Noi abbiamo la tendenza a pensare che gli oggetti abbiano colori fissi, ad esempio che una mela sia rossa. In realtà, il modo in cui ci appare un oggetto dipende dal modo in cui riflette la particolare luce che lo sta illuminando. Sotto la luce bianca, la mela sembra rossa perché tende a riflettere la luce nella porzione rossa dello spettro e ad assorbire la luce delle altre lunghezze d'onda. Se viene utilizzato un filtro per rimuovere il rosso dalla sorgente luminosa, la mela riflette pochissima luce e sembra nera. Il fatto che la tonalità di luce possa cambiare significa quindi che può cambiare l'apparenza cromatica degli oggetti posti sotto quella luce. Entro certi limiti, il cervello provvede a compensare questi cambiamenti e noi vediamo le cose come ci aspettiamo che esse appaiano. Ma i cambiamenti ci sono e possono influenzare la nostra risposta a oggetti e ambienti.
La luce non è tutta uguale:
All'interno del concetto di tonalità di luce esiste tutta una gamma di varianti della luce che sembra bianca. Il sole a mezzogiorno si presenta come una sorgente luminosa ideale: la sua luce diretta è quasi perfettamente bilanciata e contiene tutti i colori in quantità pratica mente uguale. Ma anche la luce diurna conosce scostamenti di colore: l'apparenza cromatica degli oggetti muta sensibilmente se li guardiamo al mattino presto o all’ ombra. Anche le sorgenti luminose elettriche possono presentare varianti in fatto di tonalità di luce. Le lampade ad incandescenza tendono a produrre una maggiore quantità di rosso e giallo ed una minore quantità di verde e blu: la loro luce, in termini di colore, appare "calda". Ma a causa del modo in cui è prodotta la luce non si può fare molto per manipolare le caratteristiche cromatiche. I più recenti sviluppi della tecnologia fluorescente e della scarica ad alta intensità consentono invece ampie possibilità di manipolazione della tonalità di luce di una determinata sorgente luminosa.
Luce bianca e colori brillanti:
In generale, la luce più bianca, composta da uguali quantità di tutti i colori, fa apparire i colori più naturali e vibranti. Comunque, alcune porzioni dello spettro sono più importanti di altre dal punto di vista delia tonalità di luce. Il rosso, il blu e il verde, i colorì primari, possono essere combinati per creare praticamente qualunque altro colore. Ciò suggerisce che una sorgente luminosa contenente quantità bilanciate di rosso, blu e verde è in grado di assicurare un'eccellente apparenza cromatica anche se dallo spettro di tale sorgente luminosa sono assenti altri colori.


@Fonte Osram
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